A Palazzo Barberini due opere di Giovanni Lanfranco e Simone Cantarini

Si è tenuta lunedì 23 maggio, alla presenza di Massimo Osanna, Direttore generale Musei, e Flaminia Gennari Santori, Direttrice delle Gallerie nazionali di arte antica, la presentazione dei due nuovi dipinti entrati a far parte della collezione delle Gallerie, grazie all’acquisizione da parte dello Stato, su indicazione del museo stesso: La morte di Cleopatra di Giovanni Lanfranco (Parma 1582 – Roma 1647) e il Ritratto del Cardinale Antonio Barberini di Simone Cantarini (Pesaro 1612 – Verona 1648), adesso esposti a Palazzo Barberini.
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Il ritratto del Cardinale Antonio Barberini di Simone Cantarini è stato esposto nella sala della Divina Sapienza, dedicata a illustrare i protagonisti della famiglia Barberini, accanto ai ritratti dipinti e scolpiti di Urbano VIII e dei suoi nipoti realizzati da Gian Lorenzo Bernini, Giuliano Finelli, Carlo Maratti, Lorenzo Ottoni. Eseguita probabilmente dal vero durante il soggiorno del giovane legato papale a Pesaro nell’estate del 1631, in occasione del passaggio del Ducato alla Chiesa, l’opera rappresenta una prova eccelsa del Cantarini che rivela fin dagli esordi una personalità inquieta, sperimentale ed eclettica.
Il capolavoro di Lanfranco sarà allestito al piano nobile, accanto alla Venere che suona l’arpa dello stesso autore, il quale probabilmente si avvalse della medesima modella per la realizzazione delle due opere. I due dipinti presentano fra loro forti affinità stilistiche e compositive e furono commissionati da Marco Marazzoli (1602- 1662), musicista di corte del cardinale Antonio Barberini, il quale scelse di esprimere la sua amicizia e profonda gratitudine per la famiglia papale attraverso il dono delle tre opere di sua proprietà eseguite da Lanfranco. L’acquisizione della Morte di Cleopatra ricompone il nucleo storico della donazione, che comprende anche l’Erminia fra i pastori.
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L’acquisizione da parte dello Stato di due opere per le Gallerie Nazionali di Arte Antica è motivo di festa e di orgoglio per tutti i musei italiani, che ancora una volta dimostrano di essere luoghi di riferimento, con un ruolo attivo e dinamico per la conoscenza del patrimonio culturale e per la promozione della sua fruizione: attività che lo Stato è continuamente chiamato a svolgere in attuazione dell’articolo 9 della Costituzione”, ha dichiarato il Direttore generale Musei Massimo Osanna. “Nell’ottica di accrescere e valorizzare il patrimonio del Sistema museale nazionale, la Direzione generale Musei ha volentieri contribuito e partecipato a questo importante processo di acquisizione. Esprimo il mio più vivo apprezzamento e sono grato a Flaminia Gennari Santori e a tutto lo staff delle Gallerie nazionali di arte antica per il lavoro svolto e per aver colmato le lacune esistenti a Palazzo Barberini mettendo in luce alcuni interessanti aspetti delle vicende collezionistiche e storiche che lo caratterizzano”

Ultimo aggiornamento

25 Maggio 2022, 17:25