Il trono del Palazzo Reale di Napoli è tornato oggi nella sua sala dopo i lavori di restauro durati sedici mesi, che hanno riportato la doratura allo splendore delle origini.
Alla presentazione sono intervenuti la Direttrice delegata di Palazzo Reale Tiziana D’Angelo, il Vicedirettore delle Gallerie d’Italia di Napoli Antonio Denunzio in rappresentanza di Intesa Sanpaolo, la direttrice dei Laboratori del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale Michela Cardinali.
Il 12 settembre 2024 il trono è partito alla volta del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale di Torino per il restauro reso possibile grazie al progetto “Restituzioni” di Intesa Sanpaolo in collaborazione con il Ministero della Cultura, ed è stato sostituito, in questo periodo di assenza, da una seduta borbonica settecentesca.
I lavori, durati 7 mesi, sono stati condotti, dopo un’ispezione realizzata con tecnologie avanzate grazie a scienziati del CNR, dai restauratori del CCR La Venaria Reale che hanno applicato il protocollo di analisi e di intervento già adottato su manufatti analoghi, come il trono del Palazzo del Quirinale.
Nel corso di questi mesi, sono stati avviati studi e ricerche dai funzionari storici dell’arte di Palazzo Reale che hanno rivelato una datazione diversa da quella nota fino ad ora: il trono, catalogato come di fattura borbonica e risalente al 1845-50, è stato, in realtà, commissionato dai Savoia e liquidato nel 1874. Una notizia che fa slittare la sua realizzazione di 30 anni e che riscrive non solo la storia del trono e la sua origine, ma anche la cronologia del Palazzo.
Per l’occasione sono stati condotti importanti interventi anche al tappeto sul quale poggia la seduta regale, alle fasce laterali che ricoprono la pedana e alle mantovane delle tende, oltre a un accurato “spolvero” del baldacchino. I lavori ai tessili sono stati effettuati negli ultimi tre mesi direttamente nella sala del Trono, in modo che potessero essere osservate dal vivo le fasi del restauro, complesso e delicato.
“Il rientro del Trono al Palazzo Reale di Napoli segna il compimento di un articolato percorso di studio, restauro, ricerca e valorizzazione che ha profondamente rinnovato la conoscenza di questo significativo” ha dichiarato il Direttore generale Musei, Massimo Osanna. “Le attività di studio condotte dai professionisti del museo hanno consentito di chiarire con precisione origine e datazione, mentre l’intervento conservativo, realizzato nell’ambito del progetto Restituzioni di Intesa Sanpaolo in collaborazione con il Centro di Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”, e le successive esposizioni temporanee presso la Reggia di Venaria e il Palazzo delle Esposizioni di Roma, hanno contribuito in modo determinante alla valorizzazione dell’opera e all’ampliamento delle sue modalità di fruizione. Questa esperienza conferma come i musei siano oggi luoghi attivi di produzione di conoscenza, in cui studio, conservazione e valorizzazione procedono insieme, e mette in evidenza il valore di collaborazioni virtuose, sia all’interno del Sistema Museale Nazionale sia nel dialogo tra pubblico e privato”.
Per info: palazzorealedinapoli.org


