I Musei Reali di Torino ospitano la mostra dossier “Beato Angelico negli occhi di Bartholomeus Spranger. Giudizi Universali a confronto”
Fino al 3 maggio 2026, i Musei Reali di Torino ospitano nello Spazio Scoperte, al secondo piano della Galleria Sabauda, la mostra dossier Beato Angelico negli occhi di Bartholomeus Spranger. Giudizi Universali a confronto.
L’esposizione propone, per la prima volta, un confronto diretto tra la straordinaria e pionieristica invenzione iconografica, elaborata tra il 1425 e il 1428 da Fra Giovanni da Fiesole, detto il Beato Angelico (Vicchio di Mugello 1395 circa – Roma 1455), per la rappresentazione del Giudizio Universale nella tavola oggi conservata al Museo di San Marco a Firenze – eccezionalmente concessa in prestito dalla Direzione regionale Musei nazionali Toscana, nell’ambito delle relazioni culturali e di scambio tra musei del Sistema museale nazionale del Ministero della Cultura – e l’opera appartenente alle collezioni della Galleria Sabauda, eseguita dal pittore fiammingo Bartholomeus Spranger (Anversa 1546 – Praga 1611) tra il 1570 e il 1571 per papa Pio V.
Quest’ultima, dichiaratamente ispirata al prototipo di Angelico, consente di indagare le modalità di ricezione, rielaborazione e trasmissione di un modello figurativo di straordinaria fortuna, rivelando tanto le permanenze quanto le trasformazioni che il soggetto subì nel passaggio dal primo Rinascimento al pieno Manierismo.
L’esposizione offre l’opportunità di approfondimenti su alcuni aspetti di particolare interesse: nella prima sala, i pannelli con le riproduzioni delle due versioni del Giudizio corredate da didascalie consentono di orientarsi negli spazi ultraterreni e di riconoscere i personaggi raffigurati.
Nella seconda sala della mostra si presentano i risultati di alcune indagini scientifiche non invasive, effettuate in collaborazione con il laboratorio di restauro dei Musei Reali di Torino per il dipinto di Bartholomeus Spranger; i risultati sono stati accostati a quelli delle indagini realizzate nel 2019 in occasione del restauro del Giudizio Universale di Beato Angelico, al fine di ricostruire la tavolozza impiegata da Spranger a confronto con quella del frate pittore.
Le due tavolozze appaiono complessivamente molto simili e ricche di materiali pregiati, quali il blu oltremare (pigmento ricavato dal lapislazzuli), il rosso cinabro e le lacche rosse estratte da insetti. Una differenza sostanziale è l’uso dell’oro nel dipinto del Beato Angelico, che Spranger sostituisce con un pigmento, il giallorino.
Altri approfondimenti riguardano la tecnica esecutiva delle diverse dorature che Beato Angelico utilizza nella straordinaria tavola della Madonna dell’Umiltà, capolavoro maturo dell’artista, entrato nelle collezioni sabaude nell’Ottocento, così come le due tavolette raffiguranti Angeli, con il desiderio di integrare o colmare le lacune presenti nelle raccolte, specialmente per quanto riguarda le opere del Rinascimento italiano, al fine di arricchire la Pinacoteca e aumentare il suo prestigio a livello nazionale.
La mostra si completa con un video che evoca un dialogo ravvicinato e intimo tra Bartholomeus Spranger e l’opera di un artista quale Beato Angelico, per molti versi agli antipodi della propria estetica, cercando di sottolineare in maniera poetica l’adesione al modello e le accelerazioni personali.
Un ciclo di incontri in mostra, condotti dai curatori delle collezioni e da restauratrici dei Musei Reali, consentirà di ampliare la riflessione sulle opere esposte il 13 febbraio, 13 e 27 marzo, 17 aprile, alle ore 17. L’offerta educativa per le famiglie prevede un laboratorio in cui sarà possibile conoscere da vicino il metodo di lavoro dei pittori del Quattrocento e sperimentare una particolare tecnica di doratura (21 febbraio, ore 15).
Per info: museireali.beniculturali.it




