Apre a Grado il nuovo Museo nazionale di archeologia subacquea dell’Alto Adriatico
E’ stato inaugurato oggi, 18 dicembre 2025, a Grado (GO), il Museo nazionale di archeologia subacquea dell’Alto Adriatico con i suoi tesori straordinari riemersi dalle profondità del mare, è aperto al pubblico.
All’interno di un edificio scenograficamente affacciato sul lungomare è stata presentata stamattina l’antica nave romana nota con il nome di Iulia Felix. L’imbarcazione, rinvenuta nel 1986 a poche miglia dalla costa e recuperata tra il 1987 e il 1999 grazie a un complesso intervento di scavo effettuato dalla Soprintendenza, sotto la guida di Paola Lopreato e con la collaborazione degli uffici centrali del Ministero della Cultura e del Comune di Grado, viene ora esposta dopo un lungo e articolato progetto di restauro.
Un intervento voluto e finanziato dalla Direzione generale Musei che ha lavorato in stretta sinergia con il Museo storico e Parco del Castello di Miramare-Direzione regionale Musei nazionali Friuli Venezia Giulia per la realizzazione del nuovo allestimento museale. Il progetto è stato avviato nel 2020, quando il Direttore generale Musei Massimo Osanna istituì il comitato scientifico, insieme all’allora dirigente dei Musei nazionali del Friuli Venezia Giulia, Andreina Contessa.
“L’apertura del Museo nazionale di archeologia subacquea dell’Alto Adriatico – commenta il Direttore generale Musei Massimo Osanna – rappresenta innanzitutto un risultato importante per la comunità e per il territorio, e insieme un tassello significativo per il Sistema Museale Nazionale. Dopo molti anni di attesa, grazie all’impegno della Direzione generale Musei e della Direzione regionale Musei nazionali Friuli Venezia Giulia, è stato possibile dare nuovo slancio a questo progetto e restituire al pubblico il celebre relitto di età romana, all’interno di un allestimento che coniuga rigore scientifico, qualità progettuale e attenzione all’accessibilità”.
“Questo museo – continua Massimo Osanna – restituisce non solo un rinvenimento archeologico di straordinario valore, ma anche il racconto dell’Adriatico antico come spazio di scambi, di viaggi, di circolazione di merci e di idee, in profonda connessione con il sistema portuale di Aquileia. È il frutto di una collaborazione solida tra istituzioni e professionalità diverse, che dimostra come la valorizzazione del patrimonio nasca sempre da un lavoro condiviso”.
“Il museo – conclude il Direttore – interpreta in modo esemplare l’idea di luogo aperto e vivo, capace di parlare a pubblici diversi. La collocazione in diretto dialogo con la passeggiata a mare rafforza il legame tra il racconto museale e il paesaggio costiero, rendendo il museo parte integrante dell’esperienza culturale del territorio. L’attenzione all’accessibilità, all’uso delle tecnologie digitali e alla dimensione educativa conferma una visione del museo come spazio di partecipazione, capace di contribuire in modo concreto alla crescita dell’attrattività e alla qualità dell’offerta territorial”.
L’itinerario di visita principale si sviluppa nei grandi ambienti del primo piano, dove trova ora posto la Iulia felix.
La scelta di allestire l’imbarcazione al primo piano, con la dotazione di bordo e il suo carico, è stata dettata dalla volontà di farne il centro di una nuova narrazione museale, che permetta di comprendere il contesto storico ed economico nel quale la Iulia Felix e il suo equipaggio si muovevano. Lungo il percorso espositivo la nave racconta la sua storia: come in un viaggio nell’Adriatico di età romana, l’allestimento restituisce lo spaccato dell’articolata rete di scambi e rapporti commerciali che durante l’età romana trovava il suo fulcro nel grande sistema portuale della vicina Aquileia, da cui l’imbarcazione era in transito al momento del naufragio nel II secolo d.C.
Nelle sezioni introduttive sono esposti i ritrovamenti archeologici effettuati sui fondali marini e nel territorio lagunare: grazie alla collaborazione con la Soprintendenza ABAP del Friuli Venezia Giulia sono per la prima volta esposti al pubblico alcuni reperti provenienti dai relitti rinvenuti al largo di Grado. La fitta trama di strutture e insediamenti che popolavano il territorio tra Aquileia e l’antica linea di costa è invece raccontata da reperti provenienti dalla collezione del Museo archeologico nazionale di Aquileia.
Al link il comunicato stampa.






